
Sotto il cielo del deserto: le stelle dei beduini nel Wadi Rum
Quando il fuoco si abbassa in un campo del Wadi Rum e gli occhi si abituano al buio, il cielo si riempie di più stelle di quante la maggior parte delle persone ne abbia mai viste. Per i beduini questo cielo non è mai stato vuoto. Era un calendario, una bussola e un libro di racconti.
Una bussola e un calendario
Molto prima delle mappe moderne, i viaggiatori del deserto percorrevano distanze immense di notte, quando faceva più fresco, guidati dalle stelle. La più importante era al-Jadi, la stella che noi chiamiamo Stella Polare, che resta quasi ferma nel cielo settentrionale mentre le altre stelle le girano attorno. Sapere dove si trovava significava sapere sempre dov'era il nord. I bambini imparavano a trovarla fin da piccoli.
Le stelle segnavano anche le stagioni. La tradizione araba divideva l'anno secondo il sorgere e il tramontare di certe stelle all'alba, e questo aiutava i pastori a sapere quando potevano arrivare le piogge e quando spostare gli animali. Un segno famoso era il sorgere di Suhail, la luminosa stella Canopo, bassa nel cielo meridionale a fine estate. Un detto beduino afferma che quando sorge Suhail, le notti cominciano a rinfrescare.
Il pretendente che insegue le Pleiadi
Uno dei racconti stellari più amati riguarda al-Thurayya, il piccolo ammasso scintillante che in italiano chiamiamo Pleiadi. Secondo un'antica leggenda araba, una stella chiamata al-Dabaran si innamorò di al-Thurayya e volle sposarla. Lei lo rifiutò, ma lui non si arrese. Così, ogni notte, al-Dabaran insegue al-Thurayya attraverso il cielo, senza mai raggiungerla del tutto. Davanti a sé spinge una piccola mandria di cammelli, le stelle che lo circondano, offerta come dono per la sposa. Al-Dabaran è la luminosa stella arancione che chiamiamo Aldebaran, e il suo nome significa colui che segue. Guardate a est in una sera d'inverno e potrete assistere voi stessi all'inseguimento.

Nomi che hanno girato il mondo
Molti nomi di stelle usati oggi in astronomia vengono dall'arabo. Rigel deriva dalla parola per piede, Deneb da quella per coda, Altair da quella per colui che vola, e Fomalhaut da un'espressione che significa la bocca del pesce. Questi nomi passarono dai libri arabi di astronomia alle lingue europee durante il Medioevo, e gli astronomi li usano ancora oggi.
Un'altra antica leggenda parla delle Figlie di Na'sh, le stelle del timone del Grande Carro. In una versione girano in eterno attorno al cielo settentrionale portando il feretro del padre e cercando colui che ritengono responsabile della sua morte, che sta fermo al polo immobile del cielo. Questi racconti cambiano da tribù a tribù, ma mostrano tutti con quanta attenzione la gente del deserto osservasse il cielo.
Osservare le stelle nel Wadi Rum oggi
Il Wadi Rum è uno dei posti migliori della Giordania per ammirare il cielo notturno, grazie all'aria secca e alla lontananza dalle luci delle città. Pernottate in un campo nel deserto, allontanatevi di qualche passo dalle luci del campo e date agli occhi venti minuti per abituarsi. Nelle notti senza luna la Via Lattea si stende nitida da un orizzonte all'altro. Chiedete ai vostri ospiti beduini delle stelle. Molti conoscono ancora i nomi antichi e sanno indicare le stelle usate per viaggiare e per contare le stagioni. Portate uno strato caldo, perché le notti nel deserto possono essere fredde anche dopo una giornata torrida.
Domande frequenti
Il Wadi Rum è adatto per osservare le stelle?
Sì. Il Wadi Rum ha un'aria secca e limpida e pochissimo inquinamento luminoso, il che ne fa uno dei posti migliori della Giordania per osservare le stelle. Nelle notti senza una luna luminosa la Via Lattea è ben visibile. Pernottare in un campo nel deserto e allontanarsi dalle luci del campo offre la vista migliore.
Come usavano le stelle i beduini?
I beduini usavano le stelle per orientarsi quando viaggiavano di notte, in particolare la Stella Polare, chiamata al-Jadi. Seguivano anche il sorgere e il tramontare di certe stelle per scandire le stagioni, prevedere le piogge e pianificare gli spostamenti delle greggi. La stella Suhail, o Canopo, era un segno ben noto della fine della stagione più calda.
Quali nomi di stelle vengono dall'arabo?
Molti nomi di stelle familiari vengono dall'arabo, tra cui Aldebaran, Altair, Betelgeuse, Rigel, Deneb, Vega e Fomalhaut. Entrarono nelle lingue europee attraverso le traduzioni dei libri arabi di astronomia durante il Medioevo. I loro significati originari descrivono spesso una parte del corpo o una posizione all'interno di un'antica figura stellare araba.
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